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domenica, novembre 18, 2007

mi sto impappinando nella nullafacenza. addirittura faccio rinascere, con la mia classica teatralità finto-svogliata, questo defunto orinatoio. non credo sia una sempice sbandata da domenica pomeriggio senza campionato (anche se l'assenza del calcio contribuisce a farmi perdere i pochi appigli che mi sostengono ), è qualcosa di ben più profondo. non mi sono mai fermato a chiedermi cosa volevo fare nella vita... immagino esistano persone in grado di pianificare i passi che scandiscono la nostra esistenza, e li ammiro pure tantissimo visto che progettualità fa rima con stabilità (LA STABILITAAAAAAAA'), però io appartengo alla razza degli improvvisatori senza alcun progetto dietro (cioè ai cretini, visto che ogni seria improvvisazione, sia che si parli di charlie parker, sia che si parli di free jazz, ha alle spalle un backgroud di conoscenze indispensabile per non scrivere della cacofonia senza senso).
so di non essere l'unico ragazzo terrorizzato dal mondo del lavoro attuale, sballottato tra un curriculum mandato tramite infojob e la chimera di un posto fisso ormai inesistente. qui tutti devono essere flessibili, dinamici e avere tanta voglia di fare, per me è una fatica anche scrivere questo post, cazzo. ho le energie intellettuali di uno scaricatore di porto e la forza fisica di  un classico nerd  americano  tormentato dal nelson di turno, dove cazzo posso andare??

beh una cosa però mi inorgoglisce: non mi metterei mai ad analizzare quello che è cambiato da allora ad oggi. troppo triste anche per me

Postato da: autodidatta a 17:16 | link | commenti (1) |

sabato, marzo 12, 2005

Sono vivo?

Postato da: autodidatta a 18:00 | link | commenti (4) |

martedì, aprile 06, 2004
È un po' come stare ...

È un po' come stare in coda; il tuo turno non arriva mai e guardare il display non è certo un palliativo consolante, anzi peggiora solo la situazione... fase di stallo. le ore che si danno il cambio, in maniera svogliata, ricoperte di spleen decadente, ma senza quel senso di bellezza narcisa. e non è neanche il caso di parlare di ricerca di emozioni indefinibili, si è semplicemente logorati dalla stasi e si cerca sempre e solo il modo di passare il tempo. tanto LEI è irraggiungibile... e il cerchio al solito si chiude nel modo consueto. sono stanco, voglio crescere, ma non ci riesco... non riesco a staccarmi dall'eterna adolescenza (solito refrain... ennesima replica del lamento) amata e odiata. e prima o poi questo vivere con la testa rivolta verso il passato, in un'ipocrita sensazione di comodità monocorde, cozzerà contro qualcosa di troppo duro... beh speriamo almeno che l'urto sia sensazionale, ma sinceramente ne dubito fortemente

Postato da: autodidatta a 21:08 | link | commenti |

lunedì, marzo 22, 2004
cosa fare o non fare...

cosa fare o non fare... col cuore in gola, attesa angosciante e languida. testa ciondolante, occhi socchiusi... sincope ferrettiana come sottofondo, giusto per perdersi... tanto tutto va come va, ma non va. ha detto che chiama più tardi. non ce la faccio più... che cazzo le dico, come mi devo comportare. la solita maschera da tirar fuori dal cilindro, illusionista da quattro soldi, che purtroppo non riesce ad autoingannarsi... PORCO DIO




l'unica cosa di cui vorrei parlare... non riesco neppure a metterla per iscritto. appena cerco di fare chiarezza in questo intricato dedalo di emozioni e sentimenti mi blocco. l'amore è un canto di per sè, cercare di parlarne mi è impossibile, posso solo circumnavigare il tutto, tenendo bene a distanza l'approdo finale. nascosto dalle ombre... la luce fievole del faro è solo un pallido riflesso indecifrabile... il passato non parla. forse è questa la magia del tutto, restare nell'indefinito, sordido anelito decadente, camuffato da love story impossibile. incipriata a dovere da sontuosi silenzi e banali metafore. l'autocommiserazione è la più inebriante delle droghe. so solo che con lei sto bene, come con nessun'altra persona al mondo... e nonostante tutto sto sorridendo, non ghignando come al mio solito, e in questi momenti riesco a rimanere affascinato dal cielo terso primaverile e dai piccioni in amore senza sentirmi retorico e volgere con disgusto lo sguardo verso il grigio cemento metropolitano, mio ambiente ideale

Postato da: autodidatta a 20:52 | link | commenti (1) |

sabato, febbraio 28, 2004
vivere di ricordi, s...

vivere di ricordi, specie quando si è ubriachi. i pensieri scorrono in maniera rarefatta, permettendo viaggi contromano su corsie ben conosciute. e ti rendi conto subito delle poche cose a cui tieni nello stesso momento in cui immancabilmente le perdi... quando sembrano a portata di mano. serata tra amici, niente sorrisi inutili. una delle poche volte in cui riincontro quella che era forse l'unica persona al mondo di cui mi fidavo... rapporto ormai deteriorato da troppe incomprensioni e litigi, per motivi del cazzo. si spera sempre nella stima reciproca, una delle tante false illusioni a cui ci si aggrappa. passato il momento del silenzio in cui c'eravamo chiusi, si cerca di ristabilire un rapporto che comunque non potrà più essere come prima, perchè purtroppo l'orgoglio viene prima di qualsiasi altra cosa. ma si è sempre detto che la speranza è l'ultima morire, anche se questo mi pare uno dei pochi adagi popolari privi di fondamento. ennesima, inutile discussione nata per motivi stupidi, di cui fondamentalmente non me ne frega un cazzo. e ci sente una merda per le parole pronunciate, anche se si è convinti di non aver fatto niente di male... solo per averla ferita nel suo orgoglio e nelle sue convinzioni che han ragione di esistere quanto le mie... anzi molto di più delle mie. la retorica di queste parole purtroppo è l'unico modo in cui riesco a chieder scusa, sempre troppo tardi, sempre in maniera vuota perchè purtroppo a certe persone tengo più di quanto io voglia ammettere e scrivere non è il mio forte (sempre che ne esista uno).

Postato da: autodidatta a 10:52 | link | commenti (1) |

martedì, febbraio 24, 2004
continui backdoor pe...

continui backdoor per sorprendere se stessi... mi vien da pensare che il don giovanni di kierkegaard avesse veramente ragione. ma non son capace di godere dell'attimo e mi ritrovo sempre a desiderare qualcosa di più, che so di non potere raggiungere. AAA tautologie witgensteiniane cercasi,solo per trovare un porto franco cui aggrapparmi. piove o non piove non mi basta forse perchè sono realmente alla ricerca di qualcosa che superi i limiti del mio linguaggio-mondo. anelito metafisico che purtroppo non posso eliminare dal mio animo. ma come al solito chiedo troppo... mi basterebbe superare i confini fumosi del mio io, prigione diaristica in cui ci si rinchiude per comodità. l'angoscia non è solo il sentimento del nulla e dell'infinita possibilità paralizzante, ma anche l'incapacità a rapportarsi con gli altri senza mettersi una maschera addosso.. lasciando che le botte in faccia le prenda lei, celando la solitudine dietro un finto soriso di situazione... "autoironico" sto cazzo

Postato da: autodidatta a 09:14 | link | commenti |

lunedì, febbraio 23, 2004
Bello l'odore di una...

Bello l'odore di una casa sconosciuta... All'inizio è un po' spiazzante, e dura poco, ma senti il nuovo penetrarti nelle ossa, anche se il profumo è dato da mobili antichi lucidi per secoli di spolverate. Relativismo è il mio credo, o almeno quello che mi sono imposta dopo anni di dittatura del parziale, lo so fa schifo rubare emozioni da un libro di Proust ma è l'unico modo per averne di nobili. Bella storia - e anche il lessico ggiovanebolognese mi dà ragione di pensare che non mi è concessa altro che una mimesi monca -, bella vita, bello il sonno al quale neanche stasera mi abbandonerò, troppo presa a succhiare da un libro ormai consunto quello che non potrò mai assaporare davvero per una deficienza strutturale del cazzo.

Postato da: autodidatta a 23:17 | link | commenti |

lunedì, febbraio 09, 2004
indugio sempre in oz...

indugio sempre in oziose e retoriche critiche al mio modo d'essere dal momento che so perfettamente che nessuna di esse riuscirà a scalfirlo. più per abitudine ed orgoglio, che per convinzione. critiche che non sono mai precise e dirette, ma sempre figlie della situazione. contingenti. frasi secche che non riesco a ordinare in un sistema (ma può un onanista avere un sistema razionale ed ordinato di critica?)... ed ovviamente appena cerco di metterle per iscritto si trasformano nel vuoto retorico, probabilmente la cosa più fastidiosa del mondo. moralista fallito che detesta esserlo, ma che si ritrova sempre a girar intorno alle stesse massime. patina lucente, ceralacca che cerca di dare dell'ufficialità al nulla... ed il tentativo in sè sarebbe pure interessante, ma manca quel pizzico di sarcasmo, quella spruzzatina di contenuto, quel tocco di rabbia... bisogna shakerare gli ingredienti. vorrei scrivere in maniera rabbiosa, ironica cerebrale (insomma, alla Steve Albini)... e invece mi nascondo dietro 3 puntini di sospensione

Postato da: autodidatta a 21:21 | link | commenti (1) |

lunedì, febbraio 02, 2004
Invidio i curatori d...

Invidio i curatori dei dizionari. la loro capacità di dare definizioni precise. hanno il pieno controllo del lemma. conoscono il loro universo e si muovono con sicurezza in esso. io non ho mai una definizione precisa per nulla, fluttuo tra l'apparenza e l'ignoranza. zona d'ombra. cazzo quanto mi piacerebbe dare una definizione precisa, poter essere una volta tanto sicuro di qualcosa... qualsiasi cosa. invece mi rendo conto di cogliere solo l'apparenza, la forma e non la sostanza... e mi fermo alle porte della comprensione... e chissà, magari il mio scetticismo di fondo è solo una copertura per mascherare l'ignoranza... non ho che un oggetto di conoscenza sicuro: me stesso. sai che palle...

Postato da: autodidatta a 13:59 | link | commenti |

giovedì, gennaio 29, 2004
mi sembra di avere u...

mi sembra di avere una scadenza... il ticchettio continuo nella testa... e non bastano più i puntini di sospensione a rendere il concetto... sospeso tra l'inutilità e la noia... perchè la raccolta differenziata non esiste anche per i rifiuti umani? magari si potrebbe riciclare qualcosa... la mia colonna sonora ideale? i dead c, lo-fi sporchissimo, mai cattivo, sempre depresso anche quando non avrebbe ragion d'esserlo... fine dei puntini e fine del delirio

Postato da: autodidatta a 20:06 | link | commenti |

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